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Quando si parla di Street Art (arte di strada) spesso si tende ad associarla a muri impiastricciati da scritte o disegni di dubbio gusto e senso che, a volte, nulla hanno a che fare con l’arte vera e propria ma, anzi, rientrano in meri atti vandalici. Al di là del concetto di legalità/illegalità – in questo contesto molto

labile e difficile da stabilire – muri, vagoni dei treni, superfici della città  diventano i luoghi deputati al dialogo, alla comunicazione. Spazi pubblici, di transito in cui chiunque, può lasciare il segno del proprio passaggio o il proprio messaggio, in una sorta di “democrazia espressiva”: arte per tutti e da tutti, un’arte di massa che non conosce vincoli. Niente gallerie, niente spazi istituzionali, senza critici né curatori, fuori dal circuito della speculazione economica.
Se si volessero trovare le origini della Street Art si dovrebbe percorrere a ritroso tutta la storia dell’uomo e arrivare alle sue radici più profonde, quando la omunicazione era veicolata da primordiali raffigurazioni pittoriche di arte rupestre presenti sulle pareti delle caverne.
Attraverso i secoli, i muri degli edifici hanno sempre avuto un utilizzo artistico-espressivo ma è nel primo Novecento che la Street Art, come oggi la intendiamo, ha ufficialmente inizio con il Muralismo Internazionale sviluppatosi in America Latina e, negli anni Venti e Trenta, in Europa.
Nato con forte carica rivoluzionaria, il Muralismo esprime la necessità di un’arte pubblica che metta al centro il popolo, le sue tradizioni e il suo immaginario.
Gli anni Sessanta sono gli anni della Controcultura Internazionale, un’epoca che ha radicalmente mutato le forme e la concezione della comunicazione murale in ogni suo aspetto. Sono anni che segnano un punto di svolta, di rottura, di apertura a molte pratiche che caratterizzano la Street Art di oggi. È l’opera che nasce dal basso, è l’illegalità, è la riqualificazione dei quartieri popolari, è l’anonimato, la provocazione, la sperimentazione. La dimensione urbana viene ridefinita creativamente, in chiave collettiva e spesso ludica. Le strade si trasformano nella sede di opere e interventi creativi ed estemporanei, festosi eventi artistici collettivi.
La Street Art è un atto di riappropriazione della città, una pratica libertaria che tende allo sconfinamento e alla propria ridefinizione semantica. Le modalità espressive con cui essa si manifesta sono molteplici e, oltre a quelle più note come lo stencil, gli stickers, i murales e manifesti, sono realizzate anche installazioni urbane e azioni performative che si svolgono su suolo pubblico, rendendo quindi necessario un termine che possa comprendere tutte le più svariate categorie:  “Arte Urbana” abbraccia tutte le forme d’arte che si svolgono in luoghi pubblici.
Gli interventi urbani, per quanto artistici, mirano a portare non poco scompiglio tra la popolazione (e tra le forze dell’ordine) con l’obiettivo di colpire e sorprendere lo spettatore, coinvolgerlo fisicamente, emotivamente o intellettualmente.
Benché il confine tra legalità e illegalità sia ancora poco definito, negli ultimi anni la Street Art è diventata fenomeno di massa, ha interrotto il rapporto univoco ed esclusivo con la strada aprendosi a festival internazionali, mostre, progetti speciali. È entrata nelle gallerie e, quindi, nel mercato dell’arte anche se questo può essere inteso come un controsenso essendo la Street Art l’arte, appunto, di strada e il rischio è che le opere, estrapolate dal contesto urbano, risultino impoverite se non snaturate. In certi casi, sono gli artisti stessi a rifiutarsi di utilizzare muri istituzionali, più interessati alla coerenza del proprio percorso che a un pubblico riconoscimento.
Le istituzioni hanno oggi riconosciuto il ruolo determinante della cultura nel processo di sviluppo urbano, trasformando l’aspetto creativo delle città da semplice vezzo d’immagine a mezzo efficace di rigenerazione e sviluppo economico e sociale, che comprende anche e soprattutto la partecipazione attiva dei cittadini.

È questo che Giampaolo Mantelli, organizzatore dell’evento Da Picasso alla Street Art, intende realizzare: un’occasione per coinvolgere i cittadini di San Gervasio Bresciano in una giornata artistico-culturale adatta a giovani e meno giovani, conoscitori e amanti dell’arte o semplicemente curiosi di prendere parte a un contesto stimolante e coinvolgente, in cui l’arte, nelle sue diverse forme, fa da comun denominatore.

Federica Picco
Art Director
Street Art Festival